associazione crescere pistoia

Benvenuti nella sezione dedicata all’Associazione dove potrete rimanere aggiornati sulle nostre iniziative e novità, scaricare la modulistica necessaria alla partecipazione, contattarci e conoscere i dettagli dell’Associazione Crescere.

Scuola d'Estate 2018

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Scuola d’Estate 2018

Relazioni Affetti Emozioni

Giornate di alta formazione – 8° edizione 

 

28-29-30 Giugno 2018
Pistoia, Villa Rospigliosi
Via Santomoro, 51- Candeglia

 

 

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Perché una scuola d’estate?
La scuola d’estate intende offrire ai partecipanti un contributo di sintesi di alcuni fra i molti percorsi di ricerca sull'educare oggi. Il tema di questo anno fa riferimento agli aspetti che caratterizzano la crescita emotiva e affettiva dei bambini e dei ragazzi. Le emozioni rappresentano la prima esperienza che i bambini fanno del mondo e delle relazioni con le persone che li circondano. Attraverso le emozioni essi danno forma ai propri pensieri, agli apprendimenti, ai legami affettivi, al proprio percorso di crescita. La qualità dello sviluppo è influenzata dal modo in cui i bambini apprendono fin dai primi anni ad affrontare le proprie emozioni e dalla qualità dei loro legami affettivi. Per questo è importante che i genitori e gli educatori siano capaci di ascoltare e comprendere le emozioni e i sentimenti dei bambini per aiutarli a definirli. L'educazione, la scuola, il sistema formativo debbono quindi interrogarsi sulle dimensioni relazionali che caratterizzano il vivere insieme per garantire ai bambini e ai ragazzi le opportunità per strutturare in ogni persona l'identità e l'autonomia individuale, indispensabili nei nuovi contesti globali, in sempre più rapido cambiamento.
Secondo lo stile consolidato dell'Associazione CRESCERE, a interventi teorici e di orizzonte ampio, collocati di mattina nelle riunioni plenarie, si accompagneranno laboratori interattivi pomeridiani, più specializzati e dialogati in cui, suddivisi per gruppi di interesse, i partecipanti si confronteranno con esperienze concrete di innovazione educativa.

 

PROGRAMMA

Giovedì 28 Giugno

Ore 8.45 - Accoglienza e saluti di benvenuto
Alessandro Suppressa, Presidente dell’associazione CRESCERE
Luca Iozzelli, Presidente della Fondazione CARIPT
Emilia Passaponti, Riviste Giunti-Scuola

Ore 9.00 - Relazioni

Il ruolo dell'adulto nella regolazione emotiva-affettiva. IL progetto DREAM
Clara Silva, Università di Firenze

Pensare le emozioni sentire i pensieri
Luigina Mortari, Università di Verona

Percorsi per imparare le emozioni
Anna Oliverio Ferraris, Università di Roma

Ore 13.00 - Pausa pranzo
Ore 14.30 - Relazione

Suggestioni per un teatro infantile luogo di finzione e di emozione:
un luogo vero e falso fino in fondo
Chiara Guidi, Regista teatrale

a seguire

LABORATORI INTERATTIVI DI APPROFONDIMENTO

 

Venerdì 29 Giugno 

Ore 9.00 - Apertura dei lavori

Sonia Iozzelli, Associazione Crescere

Ore 9.30 - Relazioni 

Relazioni ed affettività: come i bambini imparano ad esprimere le emozioni
Marco Chistolini, Psicologo

“Esprimere" o "agire" le proprie emozioni?
Luisa Lauretta, Direttrice di Psicologia e Scuola- Giunti

In dialogo… idee, proposte, commenti

Ore 13.00 - Pausa pranzo
Ore 14.30 - Relazione

LABORATORI INTERATTIVI DI APPROFONDIMENTO

 

Sabato 30 Giugno

Ore 9.00 - Apertura dei lavori
Anna Lia Galardini, Associazione CRESCERE

Ore 9.30 - Relazioni

Incontrare il bambino e il suo mondo vitale
Chiara Sità, Università di Verona

Le emozioni: un dono o una minaccia? Un approccio in una nuova prospettiva filosofica.
Sandra Benedetti, Pedagogista, counsellor familiare

In dialogo… idee, proposte, commenti


Letture e racconti a cura di Massimiliano Barbini, Centro culturale IL FUNARO

 

 

LABORATORI INTERATTIVI DI APPROFONDIMENTO 

LABORATORIO 1

La biblioteca dei sentimenti

Coordina Manuela Trinci, Associazione Crescere

Giovedì 28 giugno

Manuela Trinci e Massimiliano Barbini
Silenzi e voci: vivere le emozioni. 

Paolo Sarti, pediatra
Cogliere le differenze

 

Venerdì 29 giugno

Alga Giacomelli, esperta di letteratura per l’infanzia
I sentimenti dei bambini

Tania Mariotti, Alice Salvadori, Cooperativa Indaco
Emozioni in viaggio: educatori e genitori tra albi illustrati e narratività

 

LABORATORIO 2

Alfabeti emozionali
Coordina Romina Nesti, Università di Firenze

Giovedì 28 Giugno

Enrica Ciucci, Andrea Baroncelli - Università di Firenze
Le connessioni emotive degli educatori

Roberta Giommi, psicoterapeuta
La stanza degli affetti

Venerdì 29 giugno 

Silvana Buono, Coordinatrice pedagogica - Cooperativa La Coccinella,Trento.
Tutto il resto è noia:storie di un'emozione poco di moda

Beatrice De Biasi, psicoterapeuta infantile
La nostalgia, lacrime che risanano

 

LABORATORIO 3

Benessere e apprendimento
Coordina Antonio Di Pietro, CEMEA Toscana

Giovedì 28 Giugno

Maurizia Butturini, pedagogista- Rivista "Scuola dell'infanzia"
Gesti rari, gesti di ogni giorno- Contesti e vissuti pensati per stare bene insieme.

Giovanna Tambasco, EbiCo-Spin Off Accademico, Università di Firenze
Dall'empatia alla prosocialità: promuovere comportamenti di aiuto nei confronti delle vittime di bullismo.

Venerdì 29 giugno

Marcella Dondoli, pedagogista, Empoli
Sentire le emozioni, conoscere se stessi, ascoltare i bambini

Paola Caselli, Università di Firenze
Il sentimento della mancanza e della perdita nei libri per bambini.

 

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Informazioni per l’iscrizione

Termine delle iscrizioni: Giovedì 21 Giugno 2018, compilando la scheda di adesione, disponibile al seguente link 

Quota di partecipazione € 130,00*

La quota è comprensiva della partecipazione alla attività di formazione e dei pasti previsti nelle tre giornate.

La quota deve essere corrisposta tramite bonifico bancario o direttamente ai referenti dell’Associazione Crescere.

Qualora la partecipazione fosse parziale la quota è di € 60,00 

*Sono previste agevolazioni per gli studenti universitari e per i possessori di Carta ILA Pistoia.

Al termine delle giornate di formazione viene rilasciato l’attestato di partecipazione.

 

Dati per il bonifico bancario:

IBAN IT Chianti Banca

IT17O0867313802061000514891

 

REFERENTI & INFO

Luciano Gelli: mail zincogelli@libero.it cell. 347.1681325

Sonia Iozzelli: mail sonia.iozzelli@gmail.com  cell. 338.4609216

 

 

Per la funzionalità dei lavori saranno accolte iscrizioni fino ad un max di 100 partecipanti.

"I sentimenti sono parte così essenziale dell'esistenza che permeano l'intero flusso della vita della mente e colorano della propria qualità ogni momento dell'esperienza,ogni atto del pensiero: il percepire come il deliberare, il congetturare come il ricordare."
(Luigina Mortari)

Con il contributo della

Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia

 

Con il patrocinio di:

Università degli Studi di Firenze

 

In collaborazione con

Giunti-Scuola

Saperi Aperti

Cemea Toscana 

Alle radici dei servizi per l'infanzia a Pistoia. Ricordare Renzo Bardelli

Alle radici dei servizi per l'infanzia a Pistoia.

Ricordare Renzo Bardelli

5 maggio 2018, ore 16, Sala Maggiore del Palazzo Comunale di Pistoia 

 

“Alle radici dei servizi per l'infanzia a Pistoia. Ricordare Renzo Bardelli”, è il tema dell'incontro che si svolgerà sabato 5 maggio, alle ore 16, nella Sala Maggiore del Palazzo Comunale di Pistoia. Organizzato dall'Associazione Crescere, con il patrocinio del Comune di Pistoia, l'incontro intende ripercorrere la storia dei servizi comunali per l'infanzia a partire dall'impegno di Renzo Bardelli, scomparso il 2 marzo scorso.

 

Dopo i saluti del sindaco Alessandro Tomasi interverranno Franco Cambi (Università di Firenze) e Ezio Menchi (Associazione Crescere). Sono inoltre in programma contributi di Luigi Bardelli, Aldo Carlo Cappellini, Anna Lia Galardini e Alga Giacomelli. L'incontro è coordinato da Alessandro Suppressa, presidente dell'Associazione.

 

Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Pistoia dal 1966, Renzo Bardelli fu artefice di un investimento nei servizi scolastici e per il diritto allo studio che aveva pochi uguali in Italia.  Un impegno che continuò da sindaco dal 1976 al 1982. Per l'esperienza maturata nel settore, Bardelli era diventato un esperto in campo nazionale di legislazione sull'edilizia scolastica.

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Viaggio studio a Torino

 

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Viaggio studio a Torino 16/17 marzo 2018

PROGRAMMA

 

PRIMO GIORNO Venerdì 16 marzo

Ore 06.30

Partenza da Pistoia con bus riservato davanti ex Breda

Pranzo libero (durante il viaggio)

Ore 13.00 /13,30

Accoglienza dei partecipanti nei servizi educativi scuola e/o nido. I

partecipanti si divideranno in 4 gruppi e visiteranno 4 servizi diversi

Ore 13,00/15,30

Incontro con una rappresentanza del personale educativo e del

Responsabile pedagogico e visita al servizio

Ore 16,00

Ritrovo al Centro di Documentazione in Corso Francia per i saluti istituzionali e un confronto con alcuni rappresentanti del Coordinamento Pedagogico :“I servizi di Torino: storia e attualità, punti

forti e criticità che stiamo affrontando”

A seguire: cena al Ristorante Snodo - una location post-industriale con un’atmosfera molto europea e internazionale - probabili eventi artistici

Serata libera in centro

 

SECONDO GIORNO Sabato 17 marzo:

Colazione in Hotel

 

Ore 9.30

Visita dell’intero gruppo a due strutture, in ciascuna: incontro con una rappresentanza del personale educativo e del Responsabile Pedagogico

 

Ore 13.30

Appuntamento alla Mole (si pranza anche lì, per chi vuole, altrimenti ognuno pranza dove vuole in centro)

 

Ore 14.30

Appuntamento alla Mole Visita al Museo del Cinema

 

Ore 17.00

Partenza per Pistoia Cena libera (durante il viaggio)

Arrivo previsto entro la mezzanotte

 

Altri Musei e mostre interessanti per chi voglia andare per conto proprio :

Museo Egizio, GAM: mostra di Guttuso, Storico Museo della Resistenza, The Art of the Brick: mostra LEGO alla Promotrice delle Belle Arti, Accademia delle Scienze, “L’infinita curiosità” Un viaggio nell’universo in compagnia di Tullio Regge.

Prima di partire sarebbe ottima una “Merenda Sinoira”, tipica usanza piemontese: Convitto Cafè, Via S. Francesco da Paola, 8, oppure una “merenda” in qualche caffè storico.

 

Quota di partecipazione 130,00 euro (Camera doppia)

La quota deve essere versata tramite bonifico bancario entro il 24 febbraio 2018

La quota comprende: il viaggio in bus privato e il pernottamento in hotel tre stelle LE PETIT HOTEL B/B con prima colazione

Non comprende: pasti e/o ingressi ai musei o altro

Supplemento camera singola.

 

Scarica la scheda d'iscrizione

 

 

Scuola d'estate 2017 - Matematica!

Pistoia, 30 Giugno 2017

Scuola d'estate

Competenze linguistiche ed educazione matematica

Sintesi Scuola d'Estate 2017

Educare - Modelli e pratiche a confronto

http://www.associazionecrescere.it/singolo_articolo.html/222

 

Report a cura di  S. Chipa, L.Orlandini, E. Morini, L. Parigi, F. Rossi, A. Sofia.

 

Settima edizione della Scuola d’estate organizzata dall’associazione Crescere in collaborazione con Giunti Scuola.

 

Educare tra Novecento e Duemila: modelli a confronto

Franco Cambi, professore ordinario Pedagogia generale Università di Firenze.

La relazione di Cambi è una sintesi sulla storia della pedagogia del ‘900, definito “secolo dell’educazione” (anche delle “educazioni”) per la riflessione che si è sviluppata intorno alla pedagogia e “secolo della scuola” per l’impatto che essa ha avuto nella riduzione dell’analfabetismo e come agente di cambiamento sociale.

 

Cambi ha ricordato i principali cardini teorici del secolo dell’educazione:

  • l’attivismo pedagogico di Dewey (inizi del XX° secolo) e dei suoi numerosi epigoni che hanno dato vita a pratiche differenti, tutte però centrate sul metodo dell’indagine scientifica come base per una educazione alla democrazia

  • Il cognitivismo degli anni ‘50 e ‘60 attribuisce alla pedagogia lo statuto di scienza della formazione intellettuale per un soggetto nutrito di sapere scientifico da applicare alla vita sociale

  • La pedagogia critica, che nasce negli anni ‘50  ma vede la sua piena affermazione con il movimento del ‘68 e pone al centro dell’educazione la relazione cooperativa, dopo aver attraversato una stagione di critica radicale alla scuola come apparato di potere e di Stato (Althusser) e come esercizio di autorità (Illich).

 

Nella sua relazione C. individua anche le figure centrali del pensiero pedagogico novecentesco, di cui le pedagogie attuali sono eredi:

  • Maria Montessori è alla base di una visione dell’educazione “cosmica” che anticipa i temi dell’ecologia,

  • John Dewey che attribuisce alla scuola la formazione del cittadino democratico

  • Jerome Bruner che, almeno nel suo lavoro iniziale, contesta a Dewey la centralità della funzione politica della scuola e la rappresenta come luogo della formazione tecnico-scientifica fin dalla prima infanzia e per questa ragione si  dedica a studi sull’apprendimento delle scienze sperimentali ispirati all’epistemologia genetica di Piaget.

 

Cambi sottolinea l'importanza di conoscere la scienza per riuscire a governare la tecnica, che è un’opportunità, ma che può diventare una minaccia per l’umano: su questo ricorda gli studi sul tema del post-umano e la media education, nonché la svolta dello stesso Bruner, che negli ultimi anni del suo lavoro ha riconosciuto i limiti e l’unilateralità del suo pensiero pedagogico.

 

Cambi presenta infine come tentativo di sintesi il pensiero di Edgard Morin, teorico della complessità, e gli apporti all’educazione del pensiero Bauman, Popper e Rorty. Di Richard Rorty ricorda la teoria sul soggetto e sulle sue capacità:

Un soggetto siffatto richiede, per vivere, una società liberale, orientata in senso individualista, consapevole della propria contingenzae della propria finitezza, all’interno della quale ciascuno è sorretto dall’ironiae dalla solidarietà. Ironia che è dubbio e disincanto. Solidarietà che è consapevolezza ed esternazione del proprio dolore. Infatti mostrare il proprio dolore nel privato e nel pubblico per fissarlo come esperienza comune contribuisce alla percezione di un senso di appartenenza e alla nascita di un’etica sociale.

Romano, Emilia. "Conoscenza e etica in Richard Rorty." Studi sulla Formazione 14.1 (2011): 91.

 

La pedagogia dell’ascolto

Carla Rinaldi, Presidente della Fondazione Reggio Children

 

Carla Rinaldi è stata una delle collaboratrici di Loris Malaguzzi, pedagogista che ha ideato l’approccio didattico noto come Reggio Children Approach e dagli anni ‘70 collabora con i servizi educativi pistoiesi - Tuscany Approach.

Rinaldi racconta le origini del modello Reggio che nasce dal pensiero pedagogico di John Dewey e dal principio che il bambino è un soggetto portatore di diritti in una società democratica; ricorda l’apporto che Jerome Bruner ha dato allo sviluppo del modello Reggio, partendo dall’osservazione delle pratiche e dallo spazio che i bambini hanno trovato per fare dell’apprendimento un processo di ricerca autonoma: imparare a imparare.Ricorda infine il progetto politico della città di Reggio che ha scelto di investire sui bambini e sull’educazione come esperienza di comunità (Freire).

Nell’approccio di Reggio, il bambino è un soggetto che ha delle competenze e che è considerato come protagonista dei ropri processi di apprendimento.  Il curricolo che viene proposto non è interamente programmato, ma emerge dalle domande dei bambini, dalle loro ricerche e il docente ha il compito di creare situazioni che stimolino questa ricerca.

La documentazione svolge un ruolo centrale in questo modello: per poter predisporre situazioni di apprendimento significative è infatti importante imparare ad osservare i bambini e rendere visibile il processo di apprendimento attraverso foto, video. La documentazione è una risorsa per l’osservazione che in questo caso ha una funzione soggettiva, che aiuta il docente a decidere cosa fare. Per far comprendere meglio il valore di questa risorsa, Rinaldi ha mostrato e commentato alcuni estratti dalla documentazione “Diario di Laura” del 1983: un diario fotografico sulle esperienze di esplorazione e di apprendimento di una bambina di un anno al nido.

 

 

La documentazione è una risorsa per l’ascolto attivo, “visibile” dice Rinaldi (Rinaldi, Carla. L'ascolto visibile. Comune, 1999.), che consente di cogliere le peculiarità di ogni bambino e individuarne le zone prossimali di sviluppo.

Nel modello di Reggio, la documentazione è “ricerca delle tracce di apprendimento che il bambino, e conseguentemente l’insegnante, attuano insieme[..] essa è apprendimento sull’apprendimento del bambino”.
Malaguzzi affermava che la documentazione deve rendere visibile il presupposto alla base del modello Reggio Children - il bambino è un soggetto competente - e chiedeva agli insegnanti di raccontare, attraverso i documenti, l’immagine che gli insegnanti avevano di questa competenza. La documentazione dunque non è, in questo contesto, la raccolta di dati di un’osservazione scientifica, ma una presa di posizione, un atto di responsabilità dell’insegnante verso il bambino e di condivisione con gli altri.  Sulla base di questo presupposto Malaguzzi invitava gli insegnanti a fare fotografie, registrare video, prendere note, attività che oggi viene svolta da figure dedicate nelle scuole di Reggio.

La documentazione, dice Rinaldi, è sempre orientata da una domanda, anche se non ha i caratteri dell’osservazione scientifica. Nel caso dell’esempio proposto, la docente incaricata di documentare aveva l’obiettivo di registrare i comportamenti che manifestavano la competenza del bambino, la sua relazione con gli oggetti e con lo spazio, che proprio in quegli anni Malaguzzi iniziava a studiare nella sua funzione di “terzo educatore”. La documentazione serve a visualizzare anche la “teoria dei cento linguaggi” con la quale Malaguzzi riconosce ai bambini capacità comunicative molto avanzate anche prima di acquisire la padronanza del linguaggio verbale.

 

Educazione dalla nascita come aiuto alla vita

Maria Giovanna Iavicoli - Centro Nascita Montessori di Roma

Il Centro Nascita Montessori nasce nel ‘47-‘48  come scuola di formazione per la cura e l’assistenza del/al neonato e come risposta alla necessità di comprendere come il neonato acquisisca le competenze per muoversi nel mondo extrauterino.

Lo strumento di studio e di ricerca principale è quello dell’osservazione dei tempi, dei ritmi e delle richieste del bambino che danno conto da subito di individualità anche molto diverse.

I contenuti e le modalità con cui questi vengono proposti sono nel rispetto dei ritmi e dei tempi del bambino. L’adulto deve farsi da parte e lasciare che il bambino esplori liberamente il mondo che lo circonda, ovviamente in ambiente appositamente preparato, sicuro e stimolante. Caratteristiche sono l'importanza attribuita all’aspetto sensoriale, lo studio del movimento spontaneo e lo sviluppo dell’abilità manuale come strumento di conoscenza.

Tra i principali riferimenti:

  • Emmi Pikler: Per una crescita libera. L'importanza di non interferire nella libertà di movimento dei bambini fin dal primo anno di età, Cortina, Torino 2010

  • Elinor Goldschmied: Persone da 0 a 3 anni, crescere e lavorare nell'ambiente nido,” il cestino dei tesori”, Ed. Junior, Bergamo 1997

 

  

La povertà educativa in italia:azioni del Miur per risalire la china

Marco Rossi Doria, Consigliere del Ministro dell’Istruzione

 

La relazione di Rossi Doria è una lettura ragionata di alcuni dati sulla povertà educativa in Italia che ha lo scopo principale di mettere in luce la complessità di un fenomeno che è oggetto di banalizzazione e semplificazione. Questa lettura è svolta dal punto di vista delle politiche pubbliche e basa la sua lettura dei fenomeni sui dati quantitativi raccolti da più fonti.

Gli investimenti sulla povertà educativa e contro la dispersione scolastica sono stati efficaci nelle scuole e nei territori che funzionavano già, nelle quali già c’era la capacità di gestire i fondi. In altri territori, quelli che maggiormente avevano necessità di contrastare i fenomeni, gli investimenti non hanno avuto un ritorno positivo e, secondo Rossi Doria, su questo esito ha inciso di più la mancanza di competenza nella gestione, delle irregolarità e della corruzione.

L’abbandono scolastico, ricorda R.D., è uno dei problemi principali e storici della scuola italiana, già lucidamente inquadrato dalla Lettera a una professoressascritta dagli alunni di Don Milani, a Barbiana, nel 1967.  “Il fatto che il sistema scolastico perda un numero elevato di bambini e ragazzi ci dice qualcosa della società, ci dice qualcosa del sistema scolastico anche per i ragazzi che non perde.” dice Rossi Doria. E in pedagogia lo studio della difficoltà è importante per capire il sistema.

La scuola è una realtà molto complessa, afferma RD, e per questa ragione per comprenderla meglio è utile usare i paradigmi della complessità.

Il primo dato di contesto che RD ha offerto alla riflessione è sul progressivo invecchiamento della popolazione (indice di vecchiaia): bambini e ragazzi sono in molti casi circondati da quattro nonni viventi, da parenti e amici adulti senza figli. Negli ultimi anni l’indice di vecchiaia è aumentato. Con buona probabilità, secondo RD, sono al centro dell’attenzione e la scuola è il primo contesto di esperienza dove questa attenzione deve essere condivisa con altri. Per questo il passaggio dal contesto familiare al contesto scolastico per molti bambini è vissuto in modo traumatico.

Riferimento al rapporto Stiglitz(che misura la povertà educativa)-  what we measure affects what we do & what we don't measure affects what we don't do  - (2009, Stiglitz-Sen-Fitoussi, Report by the Commission on the Measurement of Economic Performance and Social Progress), per sottolineare l’importanza di definire indicatori adeguati a indagare un fenomeno così complesso. In Stiglitz è ad esempio contenuto questo dato: il 14,3% di ragazzi fino ai 25 anni non hanno in tasca nè un diploma nè una qualifica professionale (sono early school leavers); nel 1934 eravamo al 34%). L’Europa ci dice di stare al di sotto del 10%: le zone in Italia che hanno risultati migliori sono il Veneto, l’Emilia Romagna e Bolzano. Nel Centro Italia si sta meglio (17,3% contro il 20,8% del Nord e il 27,6% del Sud). Secondo i dati OCSE /PISA se un bambino ha frequentato la scuola dell’infanzia ha più probabilità di imparare bene a leggere e a scrivere. I bambini che vivono in Calabria in povertà assoluta sono ⅓ del totale dei bambini in povertà assoluta presenti in italia.

Si deve tener conto non solo di indicatori economici come il PIL o il KPI (Key Performance Indicator), l’indice di povertà assoluta/relativa, ma anche di indicatori che tengano conto del benessere individuale nelle sue diverse dimensioni. Ad esempio il calcolo BCFN (Barilla Center for Food and Nutrition) che misura il livello di benessere delle persone in un gruppo selezionato di Paesi sviluppati attraverso un indice multidimensionale costruito intorno a 7 parametri: materiale, psico-fisico, educativo, lavorativo, sociale, ambientale, politico https://www.barillacfn.com/m/publications/pp-misurazione-benessere-persone.pdf

Quando tutti gli indicatori vanno nella stessa direzione (nel caso in oggetto, negativa), allora il dato sulla povertà educativa è certo.

C’è una corrispondenza tra povertà educativa e povertà nel Mezzogiorno e nelle periferie delle medie e grandi città laddove si sta disgregando anche il senso di comunità territoriale. Save the Children nel 2014 ha elaborato un Indice di Povertà Educativa (IPE) http://www.saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2014/11/Lampada.pdfal cui studio ha partecipato anche RD. L’IPE ci dice che in Italia siamo migliorati dall’inizio del '900, poi c’è stato uno stop dagli anni '80 in avanti. L’ IPE prende in considerazione i seguenti 14 fattori:

  1. Copertura dei nidi e servizi integrativi pubblici

  2. Classi a tempo pieno nella scuola primaria

  3. Classi a tempo pieno nella scuola secondaria di primo grado

  4. Istituzioni scolastiche principali con servizio mensa

  5. Scuole con certificato di agibilità/abitabilità

  6. Aule connesse ad internet

  7. Dispersione scolastica

  8. Bambini che sono andati a teatro

  9. Bambini che hanno visitato musei o mostre

  10. Bambini che hanno visitato monumenti o siti archeologici

  11. Bambini che sono andati a concerti

  12. Bambini che praticano sport in modo continuativo

  13. Bambini che utilizzano internet

  14. Bambini che hanno letto libri

Considerando questa situazione risulta necessario ripartire dall’affermazione di Don Lorenzo Milani “non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali tra diseguali” e sviluppare un’idea ricca di equità capace di superare l’offerta standardizzata e di considerare dimensioni forti, dimensioni deboli, dimensioni inesplorate. Del resto lo dice anche la Costituzione Italiana, all’articolo 3 comma 2 “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

La relazione si conclude con l’elenco di quelle che possono essere definite come le condizioni minime necessarie per assicurare lo sviluppo individuale (secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità):

  • avere almeno un adulto di riferimento

  • aver sviluppato il senso del limite che consente di strutturare e gestire il superio

  • aver appreso le competenze irrinunciabili di cittadinanza (che sono più del saper leggere, scrivere e far di conto)

  • avere capacità relazionali ed empatiche

  • saper chiedere aiuto.

 

La comunità come scuola

Giancarlo Paba - Urbanista, Università degli Studi di Firenze

Parla di “ingiustizia spaziale” che si aggiunge agli altri indicatori negativi elencati da Rossi Doria. Fa riferimento al lavoro della Fondazione Michelucci e al concetto di “città dei differenti”.

Sottolinea che non viene data la giusta importanza agli spazi di incontro e di relazione, per cui si tende a ridurre lo spazio (anche l’edificio scuola) a qualcosa di facile da gestire e da ordinare (così come negli ospedali, nei manicomi…). Lo spazio invece favorisce le relazioni, perché i bambini non sono pazienti ma im-pazienti.

 

Due visioni diverse dell’organizzazione dello spazio come quella di Renzo Piano e di Giovanni Michelucci: il primo che suggerisce grandi stanze e quasi totale assenza di corridoi, se non funzionali al passaggio e il secondo che sposta il centro dello svolgersi delle attività nei corridoi ampi e luminosi.

Sono due prospettive che ampliando lo sguardo comprendono anche l’intero edificio/sistema scuola: la scuola come spazio protetto, che si recinge, si separa e si isola dall’ambiente circostante vs una scuola aperta, intesa come tessitura di sentieri e di strade, una città che si fa aula, spazio aperto alle relazioni, relazioni transcalari tra differenti ambiti sociospaziali.

Tra i principali riferimenti citati:

Colin Ward, Anthony Fyson, 1973 - Streetwork: the exploding school

Patrick Geddes, urbanista e sociologo inglese: sostenne la necessità dell'integrazione di varie discipline per la conoscenza dei fenomeni urbani e a questo scopo fondò nel 1895, a Edimburgo, la Outlook Tower, laboratorio di ricerca, osservatorio e museo dei fenomeni sociali e fisici della città.

 

I LABORATORI

Durante le giornate di formazione si sono svolti tre laboratori. Di seguito

  • Un’altra scuola è possibile coordinato da Anna Lia Galardini, Associazione Crescere

  • I classici della letteratura per l’infanzia coordinato da Manuela Trinci, Associazione Crescere

  • L’officina dei saperi scientifici a cura di Emanuela Colombi (in sostituzione di Lara Albanese) Associazione Googol http://www.googol.it/googol/chi_siamo_presentazione.html

 

L’officina dei saperi scientifici

A cura di Emanuela Colombi.

 

Colombi è insegnante di Matematica e Fisica in un scuola secondaria di II grado e dal 1999 fa parte dell’associazione Googol, associazione culturale per la diffusione e divulgazione di cultura scientifica. Il laboratorio è stato dedicato alla didattica delle scienze prevalentemente per le scuole dell’infanzia e primaria. Prima di iniziare le attività, Colombi ha delineato uno scenario problematico: la cultura scientifica media  dei ragazzi e degli adulti è molto bassa. Si vende molta editoria scientifica, segno forse che i genitori percepiscono la necessità di una buona formazione scientifica, eppure c’è un momento in cui il bambino smette di essere uno “scienziato naturale” curioso, interessato all’esplorazione, alla ripetizione degli esperimenti, e perde la capacità di fare domande e a scuola comincia a porsi il problema di ritrovare, tra le proprie conoscenze, la risposta corretta per ottenere una buona valutazione.  Colombi, senza la pretesa di voler dare risposte esaustive, si sofferma sulle domande “chiuse” che spesso vengono rivolte agli studenti e la cui risposta non ha molto a che vedere con la pratica dell’indagine scientifica. Gli esperimenti suggeriti nel laboratorio sono diretti a rinforzare nei bambini, anche piccoli, la disposizione all’osservazione razionale della realtà.

 

Nella prima giornata sono stati presentati alcuni semplici esperimenti sul galleggiamento per la comprensione del principio di Archimede. I partecipanti hanno sperimentato il galleggiamento in acqua dolce e in acqua salata di corpi differenti: un’arancia, una patata, un uovo e un pezzo di pongo da modellare. Nel corso dell’esperimento è stato proposto di variare la quantità di sale per fare osservare ai bambini il fenomeno dell’equilibrio di saturazione di un sistema.

 

Il secondo gruppo di esperimenti è stato dedicato al peso dell’acqua e sono stati realizzati utilizzando un contenitore per sottovuoto. Colombi si è soffermata, in questo caso, sulla necessità di far familiarizzare i bambini con i materiali, ad esempio la pompa per il sottovuoto e il contenitore, e di farne esplorare il comportamento - apertura e chiusura, meccanismo della valvola - per poi poter apprezzare il cambiamento che avviene quando l’aria viene aspirata (il contenitore non si apre più). Questa esplorazione funziona molto bene anche come “tecnica di ingaggio” - engagement.

 

Il terzo esperimento proposto ha riguardato la tensione superficiale. L’esperimentoè stato realizzato utilizzando del borotalco, del sapone per i piatti e acqua. L’esperimento è una buona base di partenza anche per lavorare sul tema dell’ecologia perché consente di approfondire l’inquinamento da tensioattivi dei corsi d’acqua e degli stagni.

 

Alcuni aspetti nodali del metodo

 

La formulazione di ipotesi da parte dei bambini è il momento centrale del laboratorio: devono essere stimolati a dare una loro spiegazione del fenomeno e ogni ipotesi deve essere accettata per poter sviluppare inclusione e per creare un atteggiamento scientifico. Anche le ipotesi apparentemente più lontane dunque- ad esempio, la spiegazione che il coperchio sia trattenuto da un magnete nell’esperienza sul sottovuoto- sono di fondamentale importanza per far partecipare i bambini al processo.

 

Il laboratorio è difficilmente programmabile, progettabile in ogni dettaglio.  Se da un lato lo stimolo deve essere controllato, legato ad un oggetto di conoscenza specifico, le domande e le ipotesi dei bambini richiedono agli insegnanti grande conoscenza e flessibilità e anche di avere a disposizione una buona quantità di materiali - sostanze, materiali, contenitori - per sviluppare sul momento verifiche sperimentali o altre situazioni di stimolo. Anche la progettazione curricolare consegue a questa flessibilità: il laboratorio, per molti aspetti, sviluppa un curricolo emergente.


Colombi ha suggerito di curare in modo particolare il lessico durante lo svolgimento degli esperimenti con i bambini lasciando che ogni tanto si confrontino anche con il lessico specialistico per acquisire familiarità; non è necessario, con i più piccoli, che ci sia l’acquisizione del significato, ma è bene che si inizi a formare un’associazione tra i fenomeni e le parole difficili delle scienze, a dare nomi alle cose, per non banalizzare eccessivamente il lavoro del laboratorio.  Colombi ha infine suggerito la  lettura di
 Lezioni di Marie Curie. La fisica elementare per tutti, di di Isabelle Chavannes, Dedalo,2016 che recupera gli appunti da un’esperienza didattica con i bambini della scienziata polacca.

 

Un’altra scuola è possibilecoordinato Anna Lia Galardini, Associazione Crescere

 

La pedagogia waldorf: la vita come scuola

Grazia Lupi, Società Antroposofica in Italia

 

Docente in una scuola steineriana di Prato, Grazia Lupi ha raccontato  sinteticamente il pensiero e la vita di Rudolf Steinere la storia delle scuole steineriane (la prima scuola fu fondata nel 1919 a Stoccarda su incarico dell'industriale Emil Molt, per i figli degli operai della fabbrica Waldorf-Astoria, in Italia nel ‘49 venne fondato il primo asilo).

Testo di riferimento: Educazione del bambino e preparazione dell’educatore. L'educazione del bambino dal punto di vista della scienza dello spirito (1907).

L’antroposofia è una via di conoscenza: lo spirituale che è nell’uomo deve essere messo in connessione con lo spirituale che è nell’universo per educare alla libertà e all’autonomia. Occorre riconoscere quel quid misterioso di spirituale che è in ognuno di noi.

Fondamentale la formazione degli educatori: antropologia, didattica, teosofia e tirocinio. È importante quello che l’educatore è più che quello che andrà a insegnare.

L’evoluzione del bambino (fino alla completa maturità) avviene in tre settenni e per ogni fase ci sono attività, contenuti e linguaggi adatti e non. Attenzione alla sobrietà, degli spazi degli arredi dei giochi (non strutturati, stoffe, legno) e del linguaggio, al rispetto dei ritmi e dei tempi del bambino, attenzione a non anticipare.

Primo settennio: gratitudine verso l’adulto. Dedicato allo sviluppo del corpo fisico, al gioco libero (“i bambini oggi non giocano, sono intrattenuti” rif. L’infanzia non è un gioco di Stefano Benzoni) all’imitazione dell’adulto. L’educatore deve interrogarsi sul proprio modo di essere adulto, deve lavorare su di sé. Linguaggio usato dall’educatore fatto prevalentemente da verbi, gli aggettivi implicano un giudizio che verrà dopo nel secondo settennio, quando il bambino sarà in grado di decidere se condividere quel giudizio o meno.   

Secondo settennio: amore verso l’adulto.

Terzo settennio: senso del dovere.

Fondamentale il rapporto con la famiglia che va accompagnata e che accompagna la scuola nell’educazione e nella formazione del bambino. 

 

Scuole Senza Zaino. Per una scuola-comunità

A cura di Daniela Pampaloni

Nel corso del laboratorio è stata presentata l’esperienza della Rete delle Scuole Senza Zaino. L’intervento di Daniela Pampaloni, Dirigente Scolastica dell’IC Mariti di Fauglia, si è focalizzato sulle motivazioni che hanno portato alla realizzazione della rete, sull’approccio pedagogico di riferimento (Idana Pescioli) e sui principi che ispirano le attività della rete (sviluppo dell’autonomia del bambino, apprendimento differenziato, partecipazione attiva alla vita della scuola). Sono stati poi presentati gli elementi che caratterizzano l’organizzazione delle rete e le modalità attraverso le quali le scuole possono aderirvi.

 

Scuola nel bosco

La Fondazione Villa Ghigi è l’ente capofila del progetto al quale partecipano altri partnere prende spunto dalle esperienze del centro e nord Europa, in particolare dai Waldkindergärten tedeschi.

L’esperienza è pensata per la scuola dell’infanzia e nasce dalla presa di consapevolezza che i bambini hanno sempre meno contatti con la natura. L’obiettivo è, quindi, di portare la natura al centro della crescita dei bambini. Le attività si ispirano alla ‘pedagogia del bosco’, un orientamento nato nel corso degli anni Cinquanta in Germania, che ritiene lo stare in natura come elemento che attiva la curiosità, il senso del fare e dello scoprire. La scelta di realizzare percorsi formativi all’interno di  questo contesto ambientale è giustificata dal fatto che il bosco è un luogo ricco di multisensorialità. Le attività che i bambini svolgono sono molteplici (costruzione di oggetti, osservazione e scoperta della natura, letture). L’insegnante svolge un ruolo di accompagnatore, l’operatore ambientale sostiene i bambini nei momenti di difficoltà.

 

Competenze linguistiche ed educazione alla matematica

Pietro Di Martino, Università di Pisa

 

Pietro Di Martino è ricercatore in Matematica all’Università degli Studi di Pisa e da anni si occupa di didattica della matematica e di formazione degli insegnanti.

Di Martino ha aperto il suo intervento presentando alcuni passaggi delle Indicazioni Nazionali per il primo ciclo che evidenziano la correlazione tra matematica e lingua e sottolineando come è essenziale che i bambini dimostrino di conoscere la matematica sapendola raccontare. Ciò è ancora più importante se si intende sviluppare nei bambini la capacità di risolvere problemi che nelle Indicazioni è ricorre.

Ma il linguaggio sembra perdere la centralità nel passaggio tra la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, in concomitanza con la pratica della valutazione sommativa che sposta  il fuoco della  comunicazione dal dialogo e dall’ascolto del bambino e delle sue idee ad una modalità di verifica. La verifica, almeno per come viene comunemente intesa, è vissuta come “riscontro” su conoscenze passate agli studenti in una logica addestrativa: il bambino raramente è messo di fronte a problemi da risolvere e più  spesso è impegnato a cercare di capire quale sia la risposta giusta alle domande dalla maestra.

Secondo Di Martino è questo modello di relazione comunicativa, questo “contratto didattico” che trasforma i bambini: indovinare la risposta corretta diventa una priorità e frena la curiosità e la disponibilità ad affrontare problemi complessi. É in questo contratto didattico che i bambini e gli studenti perdono spazi di parola e di pensiero, e sono ammutoliti anche quando danno la risposta giusta, perché nessuno chiede loro di spiegare perché quella risposta è corretta: “Se si chiede a un bambino di spiegare perché, pensa immediatamente di aver sbagliato”.

Anche i libri di testo allontano i bambini dall’apprendimento della matematica come esercizio della risoluzione di problemi autentici. Mostrando alcuni problemi tratti da testi scolastici, Di Martino ha spiegato come in molti casi questi problemi siano semplici calcoli intorno ai quali viene costruita una “prosa” e come essi aiutino ad una lettura selettiva, anche aiutando la lettura con accorgimenti tipografici. Incoraggiando a cercare i “dati utili” nel testo del problema, questi libri disabituano alla comprensione del problema nel suo insieme e molti bambini si trovano in difficoltà nelle prove Invalsi che invece propongono un approccio di problem solving autentico.


I classici della letteratura per l’infanzia

a cura di Manuela Trinci, Associazione Crescere

In buona compagnia, rileggere i classici

con Giusi Quarenghi, Poetessa e scrittrice

 

Giusi Quarenghi è una nota scrittrice per l’infanzia e di sovente si occupa di formazione per gli insegnanti. La proposta della Quarenghi, per quanto originata e connotata da una riflessione sui percorsi educativi intrapresi dal suo pubblico consueto (0-11 anni), costituisce in potenza una prospettiva universalizzabile in campo formativo: la lettura e la rilettura dei classici letterari fornisce all’educatore, al formatore una vasta riserva di opzioni per comporre con gli allievi un testo comune, per intessere una relazione di co-autorialità che dal riconoscere il valore dei segni nel testo interiorizzato procede verso l’attribuzione di valore a ogni tassello, momento progettato o deriva imprevedibile, dell’occasione formativa.Questa esplorazione del patrimonio classico richiede indiscutibilmente una predisposizione, una avvedutezza: la selezione dei classici è un atto di per sé critico e come tale problematico e generativo: nella vidimazione dal curatore di un canone, il classico è tale per la comunità che vi si riunisce e raccoglie intorno, riconoscendo nell’incontro con l’immaginario del testo letterario un’opportunità di comprensione e conoscenza sempre attualizzabile. L’avvicinamento alla letteratura richiede tempo, o meglio, una ridefinizione del tempo: il tempo del bambino, dell’allievo che diventa centrale, nella sua estensione e nel ritmo con cui si riempie e si svuota; il tempo della comunicazione, che è il tempo del racconto, un tempo di parole note e ignote,  messe insieme in forme originali e familiari; un tempo di intensitànon quantizzabili, a fronte delle dimensioni in cui la materia si impone come cosa reale e si misura; il tempo della riflessione, in cui la lettura riecheggia e diventa risorsa per interpretare e per inventare.

 

C’era una volta la fiaba e c’è ancora. ruolo e senso delle fiabe classiche

con Maria Lunelli, Bibliotecaria Pergine Valsugana (TN)

 

Maria Lunelli è una bibliotecaria e un’esperta di letteratura per l’infanzia, nonché redattrice del progetto “Nati per leggere”. A partire dal racconto della fiaba di Biancaneve nella prima stesura dei Grimm, è stata proposta una riflessione sulle funzioni che le fiabe hanno avuto in termini antropologici e sul perché quelle stesse funzioni possono ancora essere assolte dalla fiabe classiche nei primi anni di formazione scolastica. La fiaba è un testo letterario di sorprendente persistenza storica, capace di emergere simile a se stessa anche in contesti geografici assai distanti. Molti sono gli studi su questa forma narrativa, ma già solo attingendo alla memoria personale, si può intuire che la fiaba abbia il grande potere di connettere i bambini e il testo attraverso strutture ottimali, destinate a produrre e sviluppare confidenza con la costruzione logico sequenziale, a individuare discontinuità e reiterazioni, a evocare ipotesi e immaginare teorie. La fiaba rielabora in continuazione, infatti, il dato universale da cui qualsiasi storia si origina: una crisi, un problema. Una delle ricorrenze esemplari, in questo senso, è la caratterizzazione della figura materna: morta o malata quando “buona”, sostituita dalla mamma cattiva, la matrigna, quando entra attivamente nel racconto, perché il territorio della fiaba è quello della prima sperimentazione, quello dell’incertezza, in cui gli incubi possono essere affrontati e una prima autonomia può essere rappresentata. In questo contesto la paura di ciò che non si conosce - il bosco, il buio, il pozzo, ma anche il “come andrà a finire” e quindi la morte - non induce all’angoscia immobilizzante, bensì si fa premessa di un’esplorazione vivace, che è autentica disposizione verso la conoscenza e metodo per conseguirla, attraverso la tessitura di alleanze, l’individuazione di risorse e capacità, l’intenzione morale.

 

 

Viaggio a Barberino Val d'Elsa - Reportage

Open Day delle Ferrovie dello Stato per i dipendenti ed i loro figli insieme a Crescere

Scuola d'estate 2017

Scuola d’estate 2017

Educare - Modelli e pratiche a confronto 

Dove siamo

Giornate di alta formazione – 7° edizione 

 

28-29-30 Giugno 2017
Pistoia, Villa Rospigliosi
Via Santomoro, 51- Candeglia

 

EDUCARE AL FUTURO IN UN MONDO CHE CAMBIA

L’associazione CRESCERE intende offrire ai partecipanti un contributo di sintesi di alcuni fra i molti percorsi di ricerca sull'educare, a fronte dei contributi delle migliori pratiche che fanno riferimento al pensiero di figure rappresentative del mondo dell’educazione.
Stiamo vivendo una fase storica molto critica e complessa nella quale è necessario ripensare i processi formativi che l’attraversano.
È importante avere consapevolezza di ciò che ereditiamo dalle conquiste teoriche e pratiche connesse all’agire educativo del passato recente, per predisporsi ad una riflessività aperta su ciò che conosciamo e che vogliamo realizzare.
Secondo lo stile consolidato dell'associazione CRESCERE, a interventi teorici e di orizzonte ampio, con riferimenti allo scenario europeo, collocati di mattina nelle riunioni plenarie, si accompagneranno laboratori interattivi pomeridiani, più specializzati e operativi in cui, suddivisi per gruppi di interesse, i partecipanti si confronteranno con esperienze concrete di innovazione educativa.

 

PROGRAMMA

Mercoledì 28 giugno

 

Ore 8.45 - Accoglienza e saluti di benvenuto
Alessandro Suppressa, Presidente dell’associazione CRESCERE
Luca Iozzelli, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia
Emilia Passaponti, Riviste Giunti-Scuola

 

Ore 9.00 - Relazioni

Educare tra novecento e duemila: modelli a confronto
Franco Cambi, Università di Firenze

La pedagogia dell’ascolto
Carla Rinaldi, Presidente della Fondazione Reggio Children

Educazione dalla nascita come aiuto alla vita
Maria Giovanna Iavicoli, Centro Nascita Montessori di Roma

 

Ore 13.00 - Pausa pranzo

 

Ore 14.30 - Laboratori interattivi di approfondimento

 

Giovedì 29 giugno

 

Ore 8.45 - Accoglienza e apertura dei lavori
Clara Silva, Università di Firenze

 

Ore 9.00 - Relazioni

La povertà educativa in italia:azioni del miur per risalire la China
Marco Rossi Doria, Consigliere del Ministro dell’Istruzione

La comunità come scuola
Giancarlo Paba, Università di Firenze

Contributi per una scuola di-vertente
Gianfranco Staccioli, Cemea Federazione Italiana

Contro lo spontaneismo ingenuo in educazione
Ezio Menchi, Associazione CRESCERE

Un’esperienza di scuola comunità che innova e sperimenta da più di settanta anni
Scuola-Città Pestalozzi, Firenze

 

Ore 13.00 - Pausa pranzo

 

Ore 14.30 - Laboratori interattivi di approfondimento

 

Venerdì 30 giugno

 

Ore 8.45 - Accoglienza e apertura dei lavori
Anna Lia Galardini, Associazione CRESCERE

 

Ore 9.00 - Relazioni

Competenze linguistiche ed educazione alla matematica
Pietro Di Martino, Università di Pisa

Rime e storie fatte bene, fanno bene
Bruno Tognolini, Poeta e scrittore

"Lo stato dell'arte" il sistema integrato zerosei
Sonia Iozzelli, Associazione CRESCERE

In dialogo… idee, proposte, commenti
Letture e racconti a cura di Massimiliano Barbini, Centro culturale IL FUNARO

 

LABORATORI INTERATTIVI DI APPROFONDIMENTO 

Un’altra scuola è possibile

Coordina Anna Lia Galardini, Associazione Crescere

 

Mercoledì 28 giugno

Grazia Lupi, Società Antroposofica in Italia
La pedagogia waldorf: la vita come scuola

Alessandra Bagni, Scuola Margherita Fasolo
I bambini sono persone

 

Giovedì 29 giugno

Daniela Pampaloni, Dirigente scolastica
Tutta un’altra scuola: senza zaino per una scuola comunità

Valentina Bergonzoni, Villa Ghigi, Bologna
La scuola nel bosco al parco villa ghigi. esperienze bolognesi di immersione nella natura

Barbara Zoccatelli - Emma Meneghini, La Coccinella. Cles (TN)
Alfabeti naturali: cantieri aperti per piccoli e grandi

 

I classici della letteratura per l’infanzia
Coordina Manuela Trinci, Associazione Crescere

 

Mercoledì 28 giugno 

Giusi Quarenghi, Poetessa e scrittrice
In buona compagnia, rileggere i classici

 

Giovedì 29 giugno

Maria Lunelli, Bibliotecaria Pergine Valsugana (TN)
C’era una volta la fiaba e c’è ancora. ruolo e senso delle fiabe classiche

Giovanni Nucci, Scrittore
Raccontare il mito per ritrovarci la normalità

 

L’officina dei saperi scientifici
Coordina Ezio Menchi, Associazione Crescere

 

Mercoledì 28 giugno

Lara Albanese, Università di Parma
Esperimentare percorsi attivi di scienze per bambini e bambine di ogni età

 

Giovedì 29 giugno 

Lara Albanese, Università di Parma
Esperimentare percorsi attivi di scienze per bambini e bambine di ogni età

 

Scarica la scheda di partecipazione

 

Informazioni per l’iscrizione

Quota di partecipazione € 130,00*

La quota è comprensiva della partecipazione alla attività di formazione e dei pasti previsti nelle tre giornate.

La quota deve essere corrisposta tramite bonifico bancario o direttamente ai referenti dell’Associazione Crescere.

Qualora la partecipazione fosse parziale la quota è di € 60,00 

*Sono previste agevolazioni per gli studenti universitari e per i possessori di carta ILA Pistoia

Al termine delle giornate di formazione viene rilasciato l’attestato di partecipazione.

 

Dati per il bonifico bancario:

IBAN IT Chianti Banca

IT17O0867313802061000514891

 

REFERENTI & INFO

Luciano Gelli: mail zincogelli@libero.it cell. 347.1681325

Sonia Iozzelli: mail sonia.iozzelli@gmail.com  cell. 338.4609216

Termine delle iscrizioni: Mercoledì 21 Giugno 2017, compilando la scheda di adesione, disponibile sul sito www.associazionecrescere.it

 

Con il contributo della

Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia

 

Con il patrocinio di:

Università degli Studi di Firenze

 

In collaborazione con

Giunti-Scuola

Saperi Aperti

Cemea Toscana 

 

 

 Comincia la Scuola d'estate

 

L'intervento di Carla Rinaldi (Reggio Children)

 

Leggi la:

Sintesi della Scuola d'estate 2017

Competenze linguistiche ed educazione matematica 

Cena di convivialità e di promozione della Scuola d'estate 2017

 

Cena di convivialità e di promozione della Scuola d'estate 2017 nello splendido Palazzo de' Rossi, Fondazione Cassa di Risparmio. 

 

 

 

Viaggio - Studio in Danimarca

VIAGGIO DI STUDIO ad Aarhus (Danimarca)

28 Marzo- 1Aprile 2017

PROGRAMMA

Martedì 28 marzo

Partenza dall’Italia: Areoporto di Orio al Serio (Bergamo) ore 12:05                                                                                                                   

Arrivo a Billund  (Danimarca) ore 14:10

Ore 15 Bus riservato per il trasferimento dall’aeroporto all’hotel a Aarhus

Ore 16,30 Arrivo in hotel e sistemazione nelle camere

Ore 20 Incontro dell’intero gruppo per un confronto sul programma e la formazione dei gruppi ristretti per la visita ai servizi. Cena e serata libera

 

Mercoledì 29 – Giovedì 30 – Venerdì 31 marzo

Ore 7,30 Colazione

Ore 8,00 Partenza per la visita dei servizi

Ore 9-13 visita del servizio e presentazione del progetto educativo

Pomeriggio la visita ad alcuni centri culturali con proposte educative per i bambini

Cena e serata libera                                                                                                                    

Durante le giornate è previsto un incontro aperto con i colleghi danesi in data e orario da precisare per un confronto sul progetto educativo dei servizi zerosei in Italia e in Danimarca con la collaborazione dei colleghi del Sindacato BUPL e un secondo incontro di approfondimento sulla “scuola nel bosco” con i colleghi dell’associazione danese “Scuole nel bosco”.

Sabato 1 aprile

Ore 7,00: Partenza dall’hotel con bus riservato per raggiungere l’aeroporto di Billund.

Partenza per l’Italia.

Il viaggio comprende:

  • trasferimento in bus dall’aeroporto di Billund all’hotel in Aarhus il 28 marzo alle ore 15 e trasferimento dall’hotel all’aeroporto di Billund Sabato 1 aprile alle ore 7
  • 4 notti con colazione in hotel a 4 stelle
  • 4 cene (bevande escluse)
  • Vista a servizi zerosei e servizi integrativi
  • Visita a scuola nel bosco
  • Incontro sul sistema zerosei danese e sull’esperienza “scuole nel bosco”
  • Accompagnatore con traduzione

Quota in camera doppia: 640,00 euro (ricordiamo di indicare la preferenza per il compagno di camera)

Quota in camera singola: 830,00 euro 

Escluso tutte le voci non esplicitamente indicate.

Per la prenotazione dei voli, segnaliamo l’agenzia di viaggi che organizza anche il soggiorno: OVET Viaggi 035 243723 – info@ovetviaggi.it

 

Volo consigliato:

Ryanair:28 marzo ORIO AL SERIO – BILLUND 12.05 – 14.10 //   1 aprile BILLUND – ORIO AL SERIO 09.35 – 11.40

Per informazioni Zeroseiup: tel m. 347.2660357

 

 

   

Pistoia Capitale della Cultura

 

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